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Categoria: Winefacts
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Vi ricordate l’autorevole sommelier di Albanese? Quello dalla magnetica gestualità che come nessuno riusciva a comprendere se il vino in questione fosse bianco, rosso o…finito?
Certo l’iter con cui arrivava alle sue conclusioni era piuttosto tormentato. Parodia portata all’estremo?

Sta di fatto che il mondo dei degustatori si è notevolmente ampliato, sia in termini di numeri che di approcci.
Lo stesso ufficio in cui sta prendendo forma questo post è dimostrativo di quando già detto: alla mia sinistra c’è una social media manager di formazione Ais, alla mia destra un giornalista/ Assaggiatore ONAV e sulla tastiera incombe un bizzarro approccio Wset/ Scienze gastronomiche.
Ma, alla fine, che differenza c’è?

Che degustatore sei?

(© hospitalityandcateringnews.com)

AIS

Uno degli approcci se non l’Approccio più istituzionale dello Stivale è quello dell’Associazione Italiana Sommelier. Serietà, divise, tastevin, grandi vini che faranno l’invidia dei vostri amici eno-appassionati (attenzione a non viziare il vostro palato!) e sessioni di degustazione, scheda alla mano, in cui individuare provenienza e uvaggio può essere una questione d’onore.

Per chi ambisce ad un futuro da sommelier specialmente nell’ambito della ristorazione l’AIS è la scelta. Si articola sui tre livelli propedeutici l’uno all’altro, servizio e abbinamento cibo/vino sono temi che, rispetto agli altri corsi, hanno un occhio di riguardo. Non serve avere una formazione precedente, il corso ti prende per mano iniziando da nozioni base per poi arrivare agli argomenti più complessi.
Come associati potrete inoltre partecipare a diverse iniziative e gite/degustazioni fuori porta!

Tutte le informazioni sui corsi e sulle uscite si possono trovare sul sito dell’AIS e sui loro canali social.

ONAV

Se l’AIS ha un profilo istituzionale quello dell’ONAV si avvicina più a un’atmosfera allegra e informale quasi una festa paesana. Durante il corso, un susseguirsi di mentori, dalle più svariate personalità ed esperienze nel mondo del vino, vi guiderà nel vostro percorso per diventare assaggiatori. I vini che degusterete non vi guadagneranno forse l’invidia dei vostri amici, ma plasmeranno il vostro palato preparandolo a ogni tipo di esperienza gastronomica.

Nel corso ONAV vi verranno insegnate zone d’origine e metodologie di valutazione del vino. La principale differenza con un corso AIS è che non si formano sommelier ma assaggiatori. Come riporta giustamente Raffaello De Crescenzo nel suo post sull’argomento: “Il Corso ONAV nasce come associazione di enologi ed esperti nell’ambito della produzione del Vino, che quindi sono portati ad analizzarlo con la competenza di chi sa COME si è arrivati a quella bottiglia, mentre l’AIS è l’associazione che cura il percorso che un Vino fa “dalla bottiglia in poi”, avendo come suo fulcro la figura del sommelier, professionista del settore della ristorazione, che deve essere professionale nel servizio ed in grado di suggerire abbinamenti che sappiano esaltare al meglio le peculiarità di ciò che versiamo nel nostro bicchiere.”
Il patentino da Assaggiatore Onav si consegue dopo un unico corso che può essere integrato da due successivi “livelli”. Per maggiori informazioni sui corsi vi consigliamo di visitare il sito dell’Onav.

WSET

In Italia non sono ancora molto conosciuti, ma all’estero quelle del WSET sono tra le qualifiche più riconosciute. Credo sia per questo motivo che questa tipologia di degustatori viene spesso descritta come dei robot del mondo di Bacco, quasi vivessero per catalogare ogni vino e inserirlo all’interno delle loro mappe enoiche. Tantissimi, da tutto il mondo, si moltiplicano e prendono il potere come Master of Wine; una babele sociale accomunata dall’idioma inglese e dal rigore scolastico.
Per l’autorevolezza di questi corsi sono spesso guardati come quei compagni secchioni che non ti passano le risposte durante il compito di matematica, i degustatori delle altre scuole credono di farli andare in corto circuito con Doc che rivelano parametri superiori alle Docg, cercando di infliggere il colpo di grazia con IGT sorprendenti e magari distribuite solo nella Gdo.

In Italia, al momento, i corsi WSET sono tre. Non sono propedeutici, chi si sentisse preparato può iniziare direttamente dal terzo livello (in questo caso prima c’è un “test d’ingresso”). Lo studio è per l’80% individuale, successivamente integrato da lezioni frontali e degustazioni nei giorni che precedono l’esame. L’argomento su cui si focalizzano i corsi sono le diverse produzioni enologiche in giro per il mondo e le loro principali caratteristiche. Proseguendo con i livelli le competenze diventano sempre più specifiche e perché no? Complesse! Certamente è un’ottima scelta per appassionati e per chi lavora nel campo del vino nel settore della comunicazione e del marketing, specialmente se a livello internazionale.
Per avere maggiori notizie sui corsi vi lasciamo i link dei siti italiani di Milano e Firenze.
La vera domanda non è quale corso sia il migliore in assoluto ma quale sia quello adatto alle proprie aspettative, intenzioni future e soprattutto al proprio livello di conoscenza sull’argomento.
Il rapporto col vino è un po’ come quello con la musica. I gusti sono personali, ed in entrambi i casi si formano attraverso le nostre esperienze passate ed i nostri stati d’animo, che influiranno sulle scelte ed anche sul nostro palato. Un giorno possiamo optare per un rosso tannico e dalle note intense come Stairway to Heaven dei Led Zeppelin ed il giorno dopo per un bianco dolce ed aromatico come un Moscato sulle tonalità di Sinatra.
Nel vino, come nella musica, il piacere sta nella libertà e nella diversità.

  • Raffaello Enologo De Crescenzo

    Al di là della citazione, per la quale ringrazio, volevo comunque fare i complimenti per l’articolo: davvero ben fatto. Saluti dalla Norvegia