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Categoria: Winefacts
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Ci sono sostanzialmente due modi di approcciare la comunicazione. Il primo, senza dubbio il più diffuso, vede la comunicazione come una tecnica “orizzontale”, una tattica per arrivare a determinati obiettivi secondo un approccio funzionale. Questa modalità è quella che ti lascia un po’ di amaro in bocca quando investi in comunicazione, perché se non raggiungi il fine tutto è stato vano. E purtroppo tra te e l’obiettivo possono esserci molti ostacoli, spesso al di fuori del tuo controllo.

Il secondo approccio, invece, è una scelta “verticale”, introspettiva, oserei addirittura scomodare il termine spirituale. Parte dal presupposto che ognuno di noi è unico e degno del proprio posto nel mondo. Attenzione, ogni persona, non ogni prodotto (ma questa è un’altra storia…).

Quando ti incontriamo, ci piace concentrarci su questi aspetti, sulla tua unicità, sul perché fai quello che fai, perché hai scelto di dedicare la tua vita proprio a questa specifica attività e di farla proprio così, col tuo stile. E farti da specchio. Perché tu abbia l’opportunità di andare dentro te stesso e trovare lo scopo del tuo lavoro, riconoscere a te stesso i tuoi punti di forza e di unicità – senza condizionamenti.

Di solito, il primo ostacolo che troviamo quando incominciamo questa parte maieutica di analisi, è quello di sentirci dire “ma io non voglio essere presuntuoso, non sono migliore di altri”. Infatti no, molto probabilmente nessuno lo è. Il punto è identificare la tua unicità, la tua diversità. Senza pensieri di confronto con gli altri e di giudizio verso te stesso, semplicemente con onestà e chiarezza.

Questo momento è la parte che amiamo di più del nostro lavoro, perché svela la bellezza irripetibile di ognuno di noi. E se questa fase viene affrontata con coraggio, libertà e apertura ogni progetto di comunicazione diventa una conseguenza fluida, una naturale espansione di questa consapevolezza nuova. I temi fondamentali da comunicare, i canali da utilizzare, le persone da coinvolgere appaiono tutt’a un tratto evidenti.

Tutto molto bello, ma in pratica…come si fa?

1. Una guida

Non ci possono essere risposte senza le domande giuste. E molto spesso, queste sono molto semplici, ma tutt’altro che facili. Per questo una griglia visuale può aiutare. Ecco il motivo per cui è nato il nostro Content Marketing Canvas. Le prime 3 sezioni, in alto a sinistra, hanno proprio questa funzione, quella di indagare la tua identità. Necessariamente unica. E tutti noi lo siamo.

2. Uno specchio

Il nostro ruolo in questo frangente è specificamente quello di ascoltare, con pazienza e presenza, senza fretta di arrivare a conclusioni definitive. Siamo nient’altro che uno specchio che agevola l’introspezione con domande aperte, incoraggia nei momenti in cui sembra che le risposte non ci siano, o non ti rappresentino adeguatamente. Mentre per il principio inside-out di Stephen Covey, tu non solo hai tutte le risposte e le risorse necessarie a trovarle, tu sei le risposte.

3. Un po’ di fiducia (in te stesso)

Il più grande nemico della scoperta della tua unicità è l’assenza di fiducia. Non nel consulente di comunicazione, o meglio non solo. Parliamo della fiducia in te stesso, nei tuoi mezzi, nella tua passione che orienta il futuro, nella tua esperienza che ha nutrito il passato e ha fatto sì che oggi sei quello che sei. Unico, appunto. Ma forse l’avevamo già detto…