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Categoria: Winefacts
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Tre miliardi e mezzo di connessioni Internet, due miliardi e 300 milioni di utenti social. Che sono cresciuti, in un anno, del 10%. Ma quasi 4 miliardi di persone che usano il cellulare, di cui la metà utilizza applicazioni come Facebook, Twitter e Instagram. I dati diffusi a fine gennaio da We Are Social, compagnia internazionale di “social thinking” con sede a Singapore, suggellano una tendenza: il digital è come la donna: «mobile».

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Nonostante una crescita del 10% rispetto allo scorso anno, il divario digitale tra le diverse zone del mondo, e spesso tra quelle dello stesso Paese, è ancora un problema serio. Attualmente il 46% della popolazione mondiale è connessa (3,42 miliardi di persone), con punte dell’88% della popolazione in Nord America e “depressioni” del 29 e 27% in Africa e Asia del Sud.

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Le nazioni più connesse

Secondo l’analisi di We Are Social, l’Islanda è la nazione più connessa del Pianeta, con una penetrazione della Rete del 98%: cosa non sensazionale visto che gli Islandesi sono poco più di 300 mila. Più significativi i casi di Norvegia, Danimarca e Svezia, con percentuali che superano il 90%. La nazione dove Internet non è mai arrivato? Il Nord Corea dove solo lo 0,03% della popolazione ha una connessione: praticamente solo il leader maximo Kim Yong Un e il suo entourage.

Restringendo il campo alle maggiori 30 potenze economiche mondiali, spiccano gli Emirati Arabi Uniti con il 96% di persone connesse, l’UK con il 92%, il Canada con il 91%, Giappone, Sud Core, Usa, Germania, Australia con percentuali tra l’87 e il 90%.Per trovare l’Italia purtroppo bisogna scendere oltre la metà della classifica, al diciottesimo posto dopo tutte le grandi potenze: sotto l’Arabia Saudita e sopra la Turchia, il Brasile, la Thailandia e il Sud Africa.

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Questa classifica delle 30 nazioni tuttavia, svela un fatto importante: nei luoghi dove vivono circa 7 persone su dieci del pianeta l’uso di Internet è un fatto quotidiano: si connettono ogni giorno e la percentuale di connessioni cresce di anno in anno.

Social is about converastion: le piattaforme più utilizzate

In generale, l’aumento delle persone che usano i social media è regolare in tutti i continenti e si nota una predilezione particolare verso l’uso del mobile a discapito del PC tradizionale. In Europa il 48% delle persone connesse utilizzano i social network, e in Usa addirittura il 59%.

Facebook è il social media più utilizzato, con 1 miliardo e mezzo di utenti, seguito a distanza da Whatsapp con 900 milioni di messaggiatori. Ci sono poi QQ, “il Whatsapp cinese” e Messanger, utilizzati da 800 milioni e più di persone.

Il dato più interessante, che conferma come la mobilità sia il futuro del Web, è rappresentato dagli utenti di Facebook: 50% delle persone accede a Facebook via desktop, l’83% via smartphone e il 15% via tablet: significa che quasi la metà degli utenti del social di Zuckerberg è “mobile only”.

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Che cosa se ne deduce?

Che, come recita l’adagio inglese, «SOCIAL IS ABOUT CONVERSATION». Le persone usano cioè i social per lo stesso motivo che rese il telefono uno dei più grandi mezzi di telecomunicazione mai inventati: lo strumento ideale perché le casalinghe potessero conversare senza uscire di casa.

La situazione in Italia

Il 63% della popolazione italiana accede a internet, una percentuale ancora bassa se calcoliamo che la media in Europa occidentale è dell’83%. Nonostante l’evidente digital divide, spendiamo molte ore al giorno online: circa 4 da desktop e più di 2 da mobile.

Usiamo internet per i motivi più disparati, dedicando quasi 2 ore al giorno ai social network: un tempo che si avvicina moltissimo a quello che passiamo davanti alla tv, pari a 2 ore e 25.

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Facebook si conferma anche in Italia il “re dei social”, ma la distanza da Whatsapp è minima. Segue a ruota Facebook Messenger, a dimostrazione di quanto siamo affezionati ai sistemi di messaggistica privata.

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Per cosa usiamo lo smartphone? Soprattutto per messaggi, video, mappe e giochi. L’m-commerce, gli acquisti digitali da device mobile cioè, sono ancora di là da venire: solo il 23% degli utenti ha dichiarato di aver fatto acquisti da smartphone e affini, contro circa il 50% che utilizza il PC per queste operazioni.

La presenza non basta

Connettersi via web è diventata un’abitudine quotidiana dell’intero mondo occidentale. Attraverso il web si conversa, si parla di sé e dei propri interessi, si chiamano in causa le altre persone verso ciò che le appassiona o le affascina, spesso utilizzando le foto e le interazioni. Il mobile è il futuro delle connessioni, non ancora quello degli acquisti, anche se la penetrazione delle tecnologie mobili è così elevata che non si fatica ad immaginare un futuro in cui tutte le attività digitale passeranno dal desktop al personal device. Infine, non serve più a niente essere sui social per il puro fatto di ESSERCI. Ora importa il COME si è sui social e sul Web, come si trasforma cioè una PRESENZA in una INTERAZIONE che desta interesse.

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