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Categoria: Winefacts
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Eccoci al terzo ed ultimo post sull’evoluzione della Vendemmia. L’ultima volta abbiamo parlato degli albori del crowdsourcing, quell’idea straordinaria che permette a masse di internauti di produrre un vino attraverso gaming e votazioni.

Adesso è giunto il momento di parlare della versione all’italiana.

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Inizio con la premessa, che al ritorno dalle esperienze americane, in Italia troveremo un mondo differente: più spazio ed influenza alle scelte personali, che non andranno a mescolarsi con quelle di altri internauti ed inoltre la possibilità di toccare con mano i processi di produzione è una parte concreta dei progetti. In sostanza un approccio meno crowd e più personal!
Credo che queste differenze siano dovute ad un rapporto col vino semplicemente diverso da quello degli USA. In Italia la storia della vinificazione ha radici profonde, che restano forti e presenti nel modo di vivere il vino e ci richiedono un approccio più “intenso”. Vi è capitato di non essere completamente soddisfatti da un assaggio se non potete conoscerne la storia? quasi fosse il commensale che ci siede accanto…non basta votare o giocare a fare il vino, si cerca un rapporto più profondo e perché no? Invadente come quello tra familiari. In Italia il vino si adotta!

Winefathers

Quando le vigne so’piezz’e core Questa simpatica start up friulana si rifà proprio a quanto detto prima, a quel desiderio di avere un legame non solo col vino ma anche con chi lo produce, in questo caso diventando parenti dell’azienda vinicola. In questo caso più che di crowdsourcing si potrebbe parlare di crowdfunding.

Winefathers infatti propone alcune aziende alle prese con dei progetti, che però richiedono un aiuto. Chiunque si senta vicino a una delle aziende o delle iniziative potrà fungere da mecenate acquistando un grado di parentela, maggiore l’aiuto (economico) più stretta la parentela e più importante la ricompensa. Quest’ultime usualmente consistono in visite, soggiorni, sconti e, ovviamente, vino! Per 100 euro si diventa cugini, per 200 zii, per 500 sorelle/fratelli e per 1000 genitori.
Ricevuto il certificato di parentela sarà possibile visitare l’azienda e godere dei benefit proporzionali al grado di quest’ultima e una targa sui filari.
La riparazione degli antichi muretti a secco della Tenuta Monte Gorna sull’Etna, la salvaguardia della biodiversità con i fratelli Carbone a Melfi, la ricostruzione di un vigneto di Riesling di Marco Cecchini in Friuli, o la cura dell’indomita vigna di Monfumo in Veneto di Bele Casel. Questi sono i progetti in atto al momento.

In Italia il vino si adotta! parte 3|3

Il team di Winefathers

VineAway

Questa start up ideata da due ragazzi pugliesi Daniela Bonamassa e Danilo Marzo, è forse più vicina alle esperienze che abbiamo visto nel post precedente. Scelto il territorio, la tipologia di vino, ed il numero di mini-lotti desiderati (ognuno equivale a 12 bottiglie), si otterranno le credenziali per accedere al proprio profilo. Vineaway permette di monitorare in streaming, in ogni momento, prima la vigna e poi la vinificazione, da cui avrà origine il vino prescelto, fornendo dati, immagini e grafici che vengono elaborati da sensori e sistemi installati tra i filari. Alla fine del processo produttivo le bottiglie prescelte verranno recapitate a casa pronte per essere degustate. Al momento sono quattro le cantine coinvolte nel progetto: tre pugliesi Azienda Agricola Mazzone, Tenuta Terre di San VitoVetrerè e una lucana Cantine del Notaio, ma i giovani fondatori mirano ad espandersi in Italia e all’estero.

In Italia il vino si adotta! parte 3|3

© VineAway

MyTailoredWine

In Italia il vino si adotta! parte 3|3

© Andy Barnham

Un vino a misura di palato. C’è chi vuole un vestito ad hoc per valorizzare la propria fisicità e chi un vino su misura per esaltare le proprie papille gustative. Tanto edonismo e tanta creatività non potevano che provenire dalle menti di due italiani Paolo Torretta e Federico Genta Ternavasio, che la passione per mondo del vino ha reclamato dai loro studi di legge ed economia.

Cordero di Montezemolo, Damilano, Poderi Einaudi, Allegrini, Musella, Castello di Meleto, Michele Satta, Poggio al Tesoro, Col D’orcia, Altesino, Caparzo, Podere le Ripi, Tenimenti Conti Borghini Baldovinetti de’ Bacci sono le aziende che collaborano al progetto.

Certo il costo del servizio non è accessibile a molti (si parla di 10 mila euro per barrique, circa 300 bottiglie) ma per chi potesse permetterselo perché non creare nell’atelier di Amarone, Bolgheri, Barolo, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino e vestire il proprio palato di grandi e potenti cru, con l’aiuto di enologi esperti?

Le modalità non si discostano molto da quelle già illustrate, si sceglie un territorio, un’Azienda, un uvaggio (compatibilmente al disciplinare del vino che si desidera produrre) e man mano che si monitorano le fasi di produzione attraverso i supporti multimediali dedicati, enologi esperti vi consiglieranno e potrete decidere come intervenire in vigna ed in cantina secondo le misure dei vostri gusti.

Al termine della vinificazione rimarrà da scegliere la tipologia di bottiglia da adottare e la creazione della propria etichetta.

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Queste sono solo alcune delle possibilità che si stanno aprendo nel mondo enoico e noi continueremo sicuramente a parlarne e a scoprirne di nuove da condividere con voi nei prossimi post di #winefacts.