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Categoria: Winefacts
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“Mangiare è un atto agricolo”, diceva lo scrittore, ecologista e agricoltore Wendell Berry. Ma è anche parecchio social, ultimamente. E, ancora più recentemente, è l’atto agricolo stesso a diventare contenuto virale, in una sorta di backstage del cibo che ci ricollega alla sua origine di fatica e natura, uomo e terra, stagione e mercato.

Instagram, soprattutto, diventa la piattaforma ideale per immortalare la produzione agricola nel suo atto rivoluzionario, quello di “addomesticare” il mondo, possibilmente nel rispetto della sua e della nostra salute.

L’agricoltura riconquista la sua dimensione etica, ma pure estetica, perché fotografare i contadini diventa “so coool”. Date un’occhiata a questi profili e provate a smentirci.

Farmersroots

Prima di inoltrarci tra gli account di aziende, biologiche o meno, sparse per le grandi distese americane, vi suggeriamo il profilo di Joneve Murphy. Per un intero anno ha viaggiato il mondo fotografando e documentando la vita di ogni agricoltore incontrasse lungo il suo cammino, dando loro una voce e un volto. In meno di 10 mesi ha toccato 13 paesi diversi e conosciuto oltre 145 produttori agricoli.

Workinghandsfarm

Tramonti, un gatto rosso, lavoro nei campi, un gatto rosso (sì di nuovo) e tante, tante verdure colorate e dall’aspetto invitante. Il tutto condito dai sorrisi di Jess e Brian, una giovane coppia che coltiva 40 acri nell’Oregon. Le loro foto riempiono di gioia e voglia di sporcarsi le mani nella terra insieme alla propria dolce metà. Il loro motto: “Dirty Hands, Clean Hearts”.

Farmercourtney

Non lontano dalla Grande Mela, Courtney e la sua famiglia gestiscono una fattoria B&B, dove gli ospiti possono scegliere tra un soggiorno tranquillo oppure un weekend ricco di attività contadine, aiutando la Humble (tr. Umile) Hill Farm nel raccogliere i loro prodotti e nel lavorare la terra. Le foto di Courtney mostrano la semplicità che caratterizza la loro vita, i frutti della loro terra e le loro ricette. Impossibile non sentire il richiamo della vita bucolica!

Back in the real food hustle Sunday Market style! Lots and lots of lettuce, plants, cilantro, scapes, and chard.

A photo posted by Courtney Sullivan (@farmercourtney) on

Namu_farm

Namu farm è il progetto parallelo di Namu Gaji, un ristorante aperto dai tre fratelli Lee nella città di San Francisco. La loro visione vede una cucina deliziosa quanto sostenibile e che vada oltre le barriere delle tradizioni culinarie. Con la nascita di Namu Farm, in collaborazione con la Kitazawa Seed Company, i Lee Brothers hanno un rifornimento diretto di verdure e erbe asiatiche, il tutto coltivato con metodi biologici, biodinamici e di permacultura. Come dicono loro, “coltiviamo in vecchio stile”.

I got really energized at @eco.farm about all the conversations happening around organic seed production and improvements. This beauty of a Napa type cabbage is part of our grow out of seed from Ms. Pyeon. Of the 150 plants we had we have 12 or so that formed a really dense, blanched sweet head. All of them were giant and delicious, but I'm particularly excited to see if we can come up with a reliably heading napa. It's very hard finding an open pollinated variety that can stand up to the hybrids available but since it's one of my favorite vegetables and Ms. Pyeon worked so hard to preserve this, I figured I'd better get to trying! This seed has been grown out for years in natural farming conditions, with no input. This first season on my farm offers a lot of promise of good things to come!

A photo posted by @namu_farm on

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