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Categoria: Winefacts
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Prosgue la nostra ricerca sull’evoluzione della vendemmia, dopo il primo articolo V per Vendemmia oggi parliamo di una nuova vinificazione creata attraverso il crowdsourcing del web.

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Il crowdsourcing e la rivincita dei vignaioli domestici

Continua il nostro discorso sull’evoluzione della vendemmia, dopo il nostro excursus su come abbia cambiato il suo profilo e di come si sia aperta alla condivisione non solo della festa ma anche dei suoi contenuti, oggi vediamo come si possa fare il vino da casa pur non avendo né particolari competenze, nè una vigna, né una cantina in cui dover lavorare. Follia? No ancora vendemmia 3.0!

Il principio di svolta è stato quello del Crowdsourcing. Cosa sia e come si sia diffuso ve lo spieghiamo raccontando la storia di CrowdsourcedCabernet.com. La Columbia Crest con sede nello stato di Washinghton, lungo il fiume Columbia, nasce nel 1983. I loro vini ricevono punteggi invidiabili in testate importanti come il Wine Spectator diventando un’azienda vinicola di prestigio famosa per il suo Cabernet, il migliore del 2009. Dall’agosto 2014 decide di mettere la perizia dei loro enologi a servizio dei consumatori. I quali, per la prima volta, attraverso la Rete possono “costruire” il loro vino, seguendo ogni fase della lavorazione e influenzando le scelte produttive, dalla vigna al prodotto finale.

Pochi giorni dopo la stessa iniziativa viene subito proposta anche da La Crema Winery nella Sonoma Valley californiana col suo sito Virtual Vintner.

Ci troviamo così davanti al primo esempio di crowdsourced wine mai applicato in maniera così vasta e particolareggiata al mondo enoico. Attraverso i rispettivi siti web, le cantine offrono un’esperienza virtuale lunga 18 mesi, il tempo necessario ad ogni internauta per trasformarsi in un vignaiolo esperto ed un cantiniere di eccellenza.

Ad ogni cliente, curioso o semplice appassionato è posta la più semplice delle domande: sapresti farlo meglio?
E, attraverso l’espressione di un voto, viene loro consegnata la possibilità di dimostrarlo.

Vinificazione 3.0 parte 2|3

© columbiacrestwinery

Diradare o non diradare i grappoli? Irrigare la vigna in soccorso di una stagione secca o non irrigare per permettere agli acini sopravvissuti di esprimere una qualità maggiore? Fermentazione spontanea o indotta? Botti di rovere o acciaio? E, infine, quanto affinare il vino, quanto lasciarlo riposare in bottiglia e, soprattutto, con quale nome etichettarlo perché non passi inosservato?

Se questi quesiti vi spaventano, non vi preoccupate perché ogni processo e ogni conseguenza sul vino vengono ampiamente illustrati, senza nascondere i pro e i contro.

I crowdsourcer possono accedere in qualsiasi momento a informazioni tecnico-climatiche della vigna: temperature, umidità, precipitazioni, informazioni sulla qualità dei suoli e note sull’andamento climatico generale. I dati in tempo reale vengono confrontati a quelli delle precedenti annate, fornendo uno storico utile a capire e indirizzare le scelte future. Una telecamera segue giorno e notte la maturazione dei grappoli e una timeline scandisce le varie fasi di lavorazione.

Ogni settimana, il sito pone una domanda a cui ciascuno può rispondere basandosi sulle informazioni raccolte, sul proprio gusto o sui consigli forniti dagli enologi dell’azienda. A urne chiuse, la maggioranza dei voti stabilisce la lavorazione che, al termine della produzione, vedrà la luce in mille esemplari, acquistabili online o direttamente in loco.

© columbiacrestwinery

© columbiacrestwinery

L’operazione della cantina La Crema si spinge addirittura oltre dando vita ad un vero e proprio portale dove, attraverso un intelligente sistema di gaming, gli utenti sono coinvolti in un’esperienza avventurosa e formativa. L’enfasi è qui sbilanciata a favore del lato emotivo del crowdsourcer, puntando su video, fotografie, mappe, quiz e nozioni enologiche semplici, ma ben illustrate. Le possibilità di scelta offerte da La Crema sono ancora più ampie e hanno coinvolto la scelta della vigna, della denominazione e, prima ancora, dello stesso vitigno: pinot nero o chardonnay?
La Crema, infine, sfiderà i propri utenti a battezzare l’etichetta e a concorrere per la creazione del packaging, mettendo in palio premi in denaro e un viaggio. Il tutto è completamente gratuito, solo alla fine si potrà scegliere se ed in che quantità acquistare il vino.

 

Vinificazione 3.0 parte 2|3

© La Crema

Ormai non solo il momento della vendemmia  ma tutto il processo di vinificazione è reso fruibile alla società o per meglio dire alla community, e questo non solo in un mondo nuovo come quello americano ma anche in realtà dove la cultura del vino e della vite ha radici profonde avviluppate alla tradizione, come quella italiana.

Vi aspettiamo nel prossimo post per scoprire il crowdsourcing all’italiana!